Disturbo Ossessivo Compulsivo Post-Partum [Disturbo Ossessivo Compulsivo]

DOC_postpartumIl Disturbo Ossessivo-Compulsivo Post-Partum è uno dei disturbi perinatali e post-partum meno compresi da chi non ha una preparazione specialistica e maggiormente a rischio di essere frainteso e diagnosticato in modo errato. Molti pediatri, ostetriche e perfino professionisti della salute mentale spesso non hanno una preparazione specialistica sulle dinamiche del DOC post-partum. Questo è dovuto anche al fatto che la ricerca scientifica solo negli ultimi anni si è occupata specificamente del ruolo del parto come evento di esordio per forme pre esistenti, talvolta subliniche di DOC, mettendolo a fuoco in modo netto nel più ampio ambito degli eventi stressanti/avversi di vita. Per il carattere estremamente disturbante delle ossessioni (in genere sulla possibilità di nuocere al neonato per incapacità o perdita di controllo), spesso emergenti per la prima volta in pazienti che non hanno una storia clinica precedente, questa condizione viene vissuta nel più completo segreto. Proprio in un momento in cui il supporto sarebbe importantissimo, si determina invece solitudine, la neomamma sceglie di non condividere ne con il partner ne con i familiari più stretti il prorompere crescente di pensieri che vengono considerati estremamente credibili ed allarmanti. Il timore che in questa solitudine si fa strada è quello di stare sviluppando un disturbo maggiore come la schizofrenia o più semplicemente di stare cedendo alla “pazzia”.  La strategia che istintivamente si sviluppa per proteggere in neonato è l’evitamento di tutte le situazioni nelle quali si potrebbe rimanere soli con lui. Si chiede che qualcuno sia sempre presente in casa a garanzia della salute del piccolo o in alcuni casi si delega completamente al partner o ad altri familiari il suo accudimento. In numerosi casi mi è capitato di lavorare con madri che chiedevano di farsi ricoverare pur di evitare i rischi che pensavano i loro figli avrebbero corso in loro presenza. Sono immaginabili le conseguenze sui processi di attaccamento in questo periodo così delicato.

Le più comuni ossessioni post-partum riguardano:

la possibilità che accada qualcosa al neonato, in particolare paura che:

  • possa morire durante il sonno (S.I.D.S)
  • la paziente possa far affogare il neonato durante il bagnetto
  • la paziente possa farlo cadere o buttarlo giù intenzionalmente (ad es. dal fasciatoio o dal balcone)
  • la paziente possa lasciare il neonato in un posto pericoloso (auto, forno, lavatrice, etc.)
  • la paziente possa abusare sessualmente del neonato
  • la paziente possa non essere in grado di salvarlo dal soffocamento in caso di bisogno
  • la paziente possa scuoterlo o strattonarlo in modo fuori controllo per la frustrazione
  • la paziente possa soffocarlo, accoltellarlo o colpirlo

la possibilità di contaminazione

  • non avere abbastanza cura del neonato in termini di igiene
  • avere paura di esporlo a germi, tossine, sostanze chimiche, medicinali
  • avere paura di trasmettere al neonato una malattia grave

la possibilità di prendere decisioni che potrebbero portare a esiti gravi o fatali

  • scelte “sbagliate” circa i vaccini
  • scelte “sbagliate” nella scelta di caregiver aggiuntivi (babysitter, etc.)
  • scelte “sbagliate” circa le opzioni alimentari (latte artificiale, etc.)
  • scelte “sbagliate” circa qualsiasi cosa (giocattoli, frequentazioni, etc.)

In termini di compulsioni spesso assistiamo a:

Evitamenti

  • relativi al cambio dei pannolini per prevenire abusi sessuali sul neonato
  • relativi alla nutrizione per prevenire il suo avvelenamento
  • relativi all’interazione, specie se si è da soli con il bambino per paura di danneggiarlo
  • eliminazione di qualsiasi potenziale oggetto di danno (coltelli, forbici, detersivi, etc.)

Rassicurazioni

  • ricerca compulsiva di rassicurazione da parte dei familiari sul fatto che nessun danno sia successo al bambino
  • controllo su internet, forum, blog sui temi di preoccupazione
  • controllo delle interazioni con il neonato a livello di mnemonico (“riavvolgere il nastro”)

Controlli

  • continuo controllo del neonato durante il sonno
  • prendere continuamente la temperatura al neonato
  • monitoraggio continuo del proprio arousal sessuale

Lavaggi

lavaggio continuo di

  • ciucci, biberon
  • giochi, oggetti del neonato
  • lenzuola, vestitini
  • superfici a contatto con il neonato (fasciatoio, sanitari, etc.)

e infine pregare, fare voti, negoziare con il proprio Dio

Sebbene gli studi siano ancora poco numerosi, anche i padri possono soffrire di DOC post-partum. L’esordio è in genere rapido, nell’arco di una settimana dalla nascita.

In merito alle cause del DOC post-partum esistono almeno due modelli. Uno fa riferimento alle fluttuazioni degli ormoni (progesterone e ossitocina) in particolare in riferimento al rapporto di quest’ultimo con la serotonina. Questo modello ovviamente non spiega perché i pensieri intrusivi si focalizzino sulla possibilità di nuocere al neonato e soprattutto non spiegano gli esordi nei padri. L’altro fa riferimento ad un modello psicologico. Pensieri relativi alla preoccupazione di nuocere al neonato sono presenti nella maggio parte dei genitori di entrambe i sessi, si tratta di un meccanismo evolutivamente sensato.
Un aspetto causale e di mantenimento in questo senso sarebbe dato da:
1/ il repentino aumento del senso di responsabilità attivante una sorta di protection mode verso il neonato
2/ l’errata interpretazione di pensieri con contenuto aggressivo (di nocumento) come credibili, portatori di significato e minacciosi
3/ la messa in atto di rituali finalizzati alla riduzione dell’ansia come i controlli, preghiere, ricerca di rassicurazione compulsiva
4/ i massicci evitamenti con conseguente impossibilità di sperimentarsi efficaci nell’accudimento e rimodulazione dell’ dell’attribuzione errata iniziale

In conclusione possiamo ancora dire che si tratta di una declinazione del Disturbo Ossessivo-Compulsivo  abbastanza comune, in merito alla prevalenza la ricerca suggerisce che possa colpire tra l’1 e il 3% delle donne che affrontano una gravidanza. Dal 30 al 50% delle madri con depressione post-partum possono soffrire anche di questa condizione concomitante. Il primo passo è sempre la costruzione di un’alleanza non spaventante che possa aprire la strada alla concettualizzazione del disturbo per quello che è: una forma di DOC.

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